Gli ebook dell’800

2012
05.11

“Io credo nel cavallo. L’automobile non è nient’altro che un fenomeno transitorio! (Guglielmo II)

Parigi, 1882

Il mostro meccanico passò sferragliando lungo la strada. I cavalli spaventati si fecero da parte.
- Non capisco come possano pensare di spostarsi con questi obbrobri – sentenziò Jacques mentre scopava la merda equina verso i bordi del marciapiede.
- Le chiamano automobili! – Sentenziò Pierre – Che nome del cavolo! Sono destinate a fallire, ci scommetto i miei dodici ronzini, compresi di calesse e operai!
- C’è di buono che le macchine, a differenza dei cavalli, non cagano! – Provò a scherzare il netturbino.
- E se non cagano tu cosa scopi? Lo sai che non c’è nulla da ridere! Sai perchè le automobili non prenderanno mai piede? Perchè se così fosse ci sarebbe una rivoluzione! Un rivoluzione come quelle che noi francesi sappiamo fare meglio di chiunque altro. Pensa a tutti quelli che producono foraggio, a quelli che gestiscono le stazioni di cambio, ai fantini, a quelli che costrusicono le carrozze a quelli come me che posseggono una piccola flotta di carri… Succederebbe un macello! E poi… vuoi mettere l’odore del cavallo mentre ti fai una bella passeggiata. Hai sentito invece la puzza di quelle macchine?
- Certo! Puzzano, fanno rumore e poi è vero, se non cagano, quelli come me cosa cazzo fanno?
- Eppure ho sentito che a Puteaux, De Dion, Bouton e Trépardoux stanno addirittura aprendo fabbriche gigantesche per costruirne a migliaia…
- Tempo un anno e chiuderanno tutte!
- Hahahaha, sono degli idioti se pensano che dopo secoli di storia, la gente abbandoni i cavalli per spostarsi sulle… automobili, hahahaha…
- Concordo in pieno Jacques, ma dove andranno mai…

Nell’arco di vent’anni a Parigi sparirono la metà delle carrozze, sostituite da veicoli a motore. Negli anni successivi le carrozze rimasero solo come simboli di rappresentanza…

Oggi, Pierre e Jacques mi ricordano molto quelli convinti che gli ebook non prenderanno mai piede…

Pillole di cianuro

2012
03.14

Da un anno a questa parte, accendi la Tv e senti parlare di articolo 18, accendi la radio e discutono dell’articolo 18, ti colleghi a internet e tutti i giornali almeno 5 volte a settimana parlano di questo benedetto articolo 18. Bene! Dico bene, sul serio… È giusto parlarne.
Poi però leggi che solo nello scorso mese di gennaio (fonte il Sole24 ore) sono state aperte 87.553 nuove partite Iva. Il 4,5 % in più rispetto al corrispondente mese del 2011! Chissà chi sono questi temerari che si immolano adagiando così delicatamente il capo sul ceppo del fisco e del rivoltante sistema tributario italiano? Forse sono persone che non hanno alle spalle gli aziendoni di cui discutono tanti i giornali? Forse sono giovani che non sono mai stati assunti o cinquantenni espulsi dal mercato che si ostinano a voler trovare una strada legale per tirare avanti? Ebbene, questo non lo sapremo mai perché tanto nessuno ne parla.
Intanto i media continuano a discutere di lavoratori in sciopero, di orari di lavoro stressanti, di diritti negati e mai nessuno e dico NESSUNO che si chieda come facciano a tirare avanti le decine di migliaia di persone che hanno aperto una partita Iva e:
non hanno ferie
non hanno malattie
non hanno domeniche
non hanno permessi retribuiti
non hanno tredicesime e quattordicesime
e sono continuamente vessate dall’agenzia delle entrate, dagli studi di settore, dall’inps e da mille sanguisughe che mangiano loro in tasca con un prelievo che arriva allegramente al 60% del fatturato.
E intanto i sindacati si stracciano le vesti per rubare consensi, si sciacquano la bocca e scendono in piazza con la faccenda dei diritti negati ai lavoratori mentre il popolo senza rappresentanza delle partite Iva continua a macinare bestemmie e chilometri, in cerca di clienti, in cerca di lavoro, in cerca del commercialista giusto che gli faccia risparmiare qualche centesimo e in cerca di un sistema per farsi pagare da quelli che quando arriva il momento di sborsare, smettono di rispondere al telefono.
Potranno pure indorare la pillola del quanto sia bello pagare le tasse, il fatto è che questo sistema è ingiusto e tutto ciò ė solo cianuro bagnato nel dolcificante.

Lui è intelligente…

2011
11.29

Il supermercato è affollato come sempre e tra un carrello, un barattolo e una commessa, incontro Giovanni. Non lo vedo da tempo. Ci salutiamo, ci raccontiamo un po’ di cose. Gli chiedo come sta Davide, suo figlio di 12 anni.

 

- Sta bene, grazie. Sai adesso è in seconda media…

- Cavolo, mi sembra ieri che eravamo al battesimo

- Il tempo passa e le cose cambiano…

- Sì ma ti vedo bene…

- Non mi riferivo a me. Un figlio a scuola è un impegno non da poco…

- Beh, certo, i libri, i vestiti…

- No, no. Non mi riferivo a quello. La cosa più dura sono i compiti a casa…

- I compiti a casa? Beh, fa parte della crescita di una persona.

- Lo so. Ma sai. Con questi chiari di luna, gli straordinari che sono costretto a fare per tenermi il posto di lavoro e tutto il resto. La sera arrivi a casa stremato…

- Non me lo dire!

- Poi a questo ci aggiungi anche i compiti!

- Ma scusa, non capisco. Chi ti assegna dei compiti da fare?

- No, no. Sono i compiti di Davide…

- Spiegati meglio Giovanni. Cosa c’entrano i compiti di tuo figlio con il tuo lavoro?

- Beh, i compiti li facciamo insieme. Altrimenti lui non riesce a concentrarsi…

- Vuoi dire che la sera quando torni a casa bello cotto a puntino, tu ti metti a sedere vicino a tuo figlio e lo aiuti a fare i compiti?

- Esatto!

- Lodevole. Ma scusa lui non sa farli da solo? Va bene un aiuto, però…

- Sì, sì. Lui è intelligentissimo! Anzi, è molto più avanti rispetto agli altri ragazzi della sua età. Il fatto è che con gli insegnanti che si ritrova…

- Ma dai! E come sono questi insegnati?

- Gli assegnano delle cose impossibili. Danno dei compiti a casa su cose che neanche hanno spiegato. Poveri ragazzi. Li massacrano.

- Ma no, Giovanni. Mi sembra strano!

- Uno di questi giorni vado a scuola e gliene canto quattro ai professori! All’ultimo compito di Italiano ha preso TRE!

- Ma non dovresti rimproverare tuo figlio, anziché prendertela con la scuola?

- Ma lui le cose le sa. Quando studia le cose le fa. E le fa pure bene. È in gamba. Credimi!

- Quindi, forse, se i compiti in classe vanno male, vuol dire che non ha studiato abbastanza…

- Non è possibile. I compiti li facciamo insieme a casa tutte le sere. Gli rispiego io tutte le cose che ha fatto a scuola. Ma che vuoi, la sera è stanco…

- Stanco?

- Considera che dopo la scuola va a nuoto. Poi sua madre lo va a prendere e lo porta a calcetto. Ora sta cominciando a fare chitarra…

- È evidente che ci sono dei problemi, Giovanni…

- Non me lo dire. Gli danno così tanti compiti. E ora che ci sono le vacanze natalizie… guarda, comincio già a tremare. Ci rovineremo le ferie. Già lo so. La sera ci telefoniamo con gli altri genitori per controllare se i compiti per il giorno dopo sono fatti bene. Siamo tutti nervosi. Uno stress…

- Ansia da prestazioni, Giovanni. Un vero stress…

- Il prossimo anno gli faccio cambiare scuola. C’è quella di Matematica che ormai lo ha preso di mira. E se me lo bocciano? Che cazzo faccio?

- Tu nulla, Giovanni. Lui ripete l’anno e magari il prossimo dimentica per un po’ di essere un atleta e un musicista e si ricorda che è uno studente.

- È facile per te, Salvatore. Io non posso privarlo di queste cose. Tutti i suoi amici le fanno. E poi… Lui è intelligente. Giuro! Per l’età che ha, lui è molto più avanti degli altri…

- Lui è davvero troppo intelligente, Giovanni. Hai perfettamente ragione…

Il laureato

2011
06.21

 

 

 

 

 

LA-                             MI   7          LA-

Ho lavorato tutte quante le mie ore

RE-                           SOL  7          DO

Ed ho risposto signorsì per mille volte

RE-                                             LA-

Ho imprigionato la mia tigre inferocita

MI   7                                             LA-

L’ho trasformata in un cane bastonato

 

Ho preparato la mia moka da sei tazze

Ed ho mangiato pane e acciughe per la cena

Ed ho allentato per un po’ le mie catene

Poi ho chiamato casa e ho detto che sto bene

 

Ed ho lavato la mia anima macchiata

Ed ho pagato luce e affitto al padreterno

E mentre recito un rosario di bestemmie

Penso che in fondo io mi trovo già all’inferno

 

DO                                  Sol

E poi li vedo nei salotti impomatati

DO                                  MI

Questi bastardi faccendieri e deputati

FA                                  DO

Questi sciacalli farabutti di partito

MI      7                               LA-

Che si spartiscono un Paese ormai sfinito

 

DO                                  Sol

Ma li sentite questi porci maledetti

DO                                  MI

Coi loro abiti firmati e i culi stretti

FA                                  DO

Queste canaglie che si azzuffano affamate

MI      7                               LA-

Davanti a mani vuote e a facce disperate

 

STRUMENTALE

 

LA-                             MI   7          LA-

E mi ricordo quante notti a luce bassa

RE-                           SOL  7          DO

Su quelle pagine a studiare per gli esami

RE-                                             LA-

E non sapevo che il futuro non esiste

MI   7                                             LA-

Che la mia vita me l’han tolta dalle mani

 

E mille porte da bussare e andare avanti

E quei colloqui che ti chiedono “esperienza”

E intanto i sogni sono sempre più distanti

E tu sei stanco e stai perdendo la pazienza

 

Poi vedi idioti come il figlio del leghista

E senti troie che si credono madame

E comunisti coi vestiti di Versace

E servi flaccidi del cavalier rapace

 

DO                                  Sol

Ma li vedete nei salotti impomatati

DO                                  MI

Questi bastardi faccendieri deputati

FA                                  DO

Questi sciacalli farabutti di partito

MI      7                               LA-

Che si spartiscono un Paese ormai sfinito

 

DO                                  Sol

Ma li sentite questi porci maledetti

DO                                  MI

Coi loro abiti firmati e i culi stretti

FA                                  DO

Queste canaglie che si azzuffano affamate

MI      7                               LA-

Davanti a bocche secche e vite disperate

Number portability

2011
05.25

Ho cambiato da poco operatore telefonico e per mantenere il vecchio numero, il nuovo gestore mi ha assegnato una SIM con un numero provvisorio. La inserisco in un telefono di riserva e accendo per vedere come siamo messi a segnale. Alle 23:45 il telefono comincia improvvisamente a squillare. Confesso che mi ero appisolato sul divano ed ero nel pieno di un incubo: sognavo la Santanchè che frustava Brunetta…

DRIIIIIIIIINNNNN

- Pronto?

- Pronto… Cosé?
- Cos’ė? Non lo so cos’è, ma lei chi è?
- Tu no es Cosè!
- Lo so benissimo signora!
- E allora perchè risponde?
- Guardi signora… sono oltremodo certo che lei abbia sbagliato numero…
- No, no. Tu ha sbagliato… questo è numero di Cosè!
- Signora mi creda, io ho questo numero da oggi…
- Tu ha il telefono di Cosè! Io sono sicura…
- Signora le garantisco che in questo momento non c’è nessun Cosè nelle vicinanze!
- Ma tu ha suo numero! Dove hai messo mio cugino!
- Signora le giuro che non so dove sia suo cugino, comunque questo ora è il mio numero!
- Io so! Tu ha rubato cellulare a Cosè!
- Signora, ma come si permette?
- Dimmi chi sei tu?
- Io sono io!
- No! tu non sei tu!
- Guardi che io sono io! Sei tu che non sei tu! – In questo momento preciso mi giro e colgo lo sguardo stupefatto di mia moglie che sta osservando con occhi increduli… -
- No, no. Io sono io, sei tu che no è Cosè! – La signora mi risponde a tono e io sento che in fondo mi sto divertendo ;)
- Senta signora, non chiami più questo numero se vuole rivedere vivo il suo  Cosè!
- …
- …
- Noooooo!!!! Lo sapevo. Signore no… Non fare male a Cosè! Nooo…
- Allora mi ascolti bene…
- Sì signore, scusa signore…
- Ora tu chiudi il telefono e cancelli questo numero dalla memoria… Cosè ti chiamerà presto. Intanto domani prepara 4 barattoli di cipolline piccanti e Jalapenos. Mi raccomando, di piccolo taglio e non segnalati. Me ne accorgerei…
Avvolgi il tutto in una busta anonima e consegna il pacco all’uomo con i baffi che domani alle 14:07 passerà davanti alla chiesa vicino casa tua. Digli “Miguel son mi” e lui capirà. Tutto chiaro?
- Claro
- OK, la saluto.
- Gracias…
- Pregos!

Clic…

Ora qualcuno mi chiederà delle spiegazioni…

Il pastore e l’uomo di marketing

2011
04.19

Le scarpe lucide dell’uomo di marketing toccarono le zolle di terra umida e il suo viso assunse un’espressione di disgusto.
Il pastore se ne stava seduto sotto un albero. Sonnecchiava e ogni tanto apriva un occhio per controllare che le sue pecore ci fossero tutte.
Aveva la barba incolta e il viso scurito dal sole.
- Ha mai pensato di fare un piccolo investimento? – Chiese l’uomo di marketing.
- A dire il vero, no. – Rispose il pastore.
- Secondo me dovrebbe – incalzò secco il professionista allentandosi il nodo della cravatta e mettendosi le mani in tasca per aprire la giacca e mostrare le sue iniziali sulla camicia. L’atteggiamento gli venne naturale, ma il pastore teneva gli occhi chiusi e dedicava i propri sguardi unicamente alle pecore e ai due cani che ogni tanto si avvicinavano per comunicargli che era tutto sotto controllo.
- Ascolti – disse l’uomo firmato. – Pensi un un po’ cosa succederebbe se lei raddoppiasse il numero delle bestie. Produrrebbe il doppio del formaggio e della lana. Prenderebbe una persona in più con il ricavato e potrebbe raddoppiare ancora le sue bestie e il personale moltiplicando il suo fatturato. Nell’arco di qualche anno, con una puntuale campagna di promozione e uno studio adeguato del logo lei potrebbe cominciare ad avere degli utili. Creerebbe occupazione, farebbe girare denaro. Con la scelta di un giusto testimonial lei potrebbe dare una marcia in più alla sua azienda e nell’arco di una decina d’anni potrebbe finalmente rivenderla e ritirarsi in qualche posticino tranquillo a riposarsi… – Il pastore non rispose.
- Ha sentito quello che le ho detto? – Chiese stizzito l’uomo di marketing. Offeso per il mancato apprezzamento della sua consulenza gratuita.
- Io ci sento benissimo caro il mio signore con la cravatta! – Sbottò il pastore con un fortissimo accento meneghino. – È lei che non ci vede! Cosa le sembra che io stia facendo in questo momento e con 10 anni di anticipo?

Proposta indecente

2011
03.24

DRIIIIIIIIINNNNN

- Pronto?

- Pronto il signor Salvatore?

- Buongiorno, si sono io, con chi ho il piacere di parlare?

- Ecco, sì, sono Marcello di Tiralospago Editore…

- Buongiorno, che piacere, mi dica…

- Ecco io la chiamavo perché abbiamo ricevuto e letto con attenzione il suo manoscritto…

- In realtà lo avevo scritto col PC. Però è vero, lo avevo inviato un po’ di mesi fa…

- Come le dicevo, lo abbiamo letto e ai nostri editor è piaciuto molto. Tanto che dopo un’analisi molto accurata, l’editore ha deciso di proporle un contratto per la pubblicazione!

- Fantastico! Mi sembra un’ottima notizia. E la fregatura dov’è?

- In che senso, scusi?

- Nel senso che mi sembra una notizia troppo buona per non nascondere nessuna fregatura…

- No, no, hem, non c’è nessuna fregatura. Noi le proponiamo un contratto e lei percepirà i diritti d’autore dell’opera. Noi le garantiamo anche una buona diffusione dell’opera in una serie di librerie all’avanguardia: Vecchiricordi di Barletta e Tempiandati di Cavazzona per esempio. Inoltre le garantiamo passaggi in radio e in televisione. Sa che noi abbiamo il programma radio “Celacantiamo&Celasuoniamo” e abbiamo degli spazi anche su “TelePrometto” e su “TeleNego”?

- Minc… hem… Perbacco! Ma allora fate sul serio!

- In effetti siamo dei professionisti del settore dell’editoria. Noi abbiamo deciso di investire nei giovani e questa è la nostra bandiera…

- Questo vi fa davvero onore! Senta ma quindi come funziona? Dobbiamo vederci per un colloquio immagino…

- Non è necessario, noi le inviamo un contratto precompilato. Lei lo sottoscrive, allega la ricevuta del bonifico e ce lo rimanda…

- Cosa vi mando?

- Il contr…

- La seconda che ha detto…

- La ricevuta del bonifico…

- Allora avevo capito bene. Mi spiega di quale bonifico si tratta?

- È un piccolo contributo spese che l’autore è tenuto a versare all’editore. Sa… la stampa del libro e l’investimento promozionale hanno dei costi. Quindi noi abbiamo deciso che è giusto suddividerle fra le due parti Autore-Editore…

- Il suo discorso è cristallino…

- Ne ero certo!

- Ma la prego continui…

- Ecco, noi stampiamo 1.000 copie del libro e gli diamo un prezzo di… metta 20 euro. Poi lei ne compra 500 (ovviamente a un prezzo di favore del 50%) e le altre 500 le paga l’editore.

- Ora è tutto chiaro.

- Mi fa piacere…

- Quindi ricapitoliamo: lei mi ha chiamato per vendermi 500 copie del mio libro a 10 euro l’una?

- Beh, no, non è proprio così… Noi sosteniamo un investimento…

- Senta signor Marcello, se io andassi dal fruttivendolo a dirgli che abbiamo selezionato le sue carote e che quindi se lui mi paga mezzo quintale delle SUE carote poi può provare a vendersele da solo, io so benissimo dove mi proporrebbe di metterle quelle carote… Lei signor Marcello di Tiralospago Editore… ha idea di quale sarebbe il posto di cui sto parlando?

- Signor Salvatore, mi scusi, la sento irritato. Possiamo ragionare sulle quote se vuole. Chiedo ai commerciali di farle una proposta più allettante…

- Più allettante di questa? Senta signor Tiralacorda deve sapere che io non sono solito assimilare verdure, soprattutto in quantità così elevate…

- Ascolti, signor Salvatore, non si agiti. Io parlo col commerciale, ci provo, magari le fanno uno sconto del 5% e…

- CLIC!

Non chiudo mai il telefono: lo so, è da maleducati. Ma questa volta l’ho fatto. Questa volta dovevo farlo! Chiudere il telefono per non ascoltare un idiota è un tuo diritto…

Feisbuc!

2011
02.06

- Ciao Salvatore! Da quanto tempo!
- Ciao Michele, come stai?
- Bene grazie! Ma quanti anni sono? Forse 10!
- Vero Michele! Saranno almeno 10 anni che non ci vediamo…
- Ma sai che ti avevo cercato su Feisbuc! Mi avevi pure accettato l’amicizia, solo che poi non ti ho visto più…
- Hemm… Sì ricordo, è vero…
- Ma come mai?
- Nulla di strano Michele, è stato un errore.
- Togliermi l’amicizia?
- No, accettarla…
- …
- …
- Ma come…
- Ti spiego Michele. Sai, io Feisbuc lo uso davvero poco perché non ho molto tempo, e tu mi postavi sulla bacheca delle cose molto impegnative, troppo impegnative…
- In che senso?
- Beh, non ci crederai, ma quella volta che mi hai mandato il test “Scopri quale personaggio biblico sei” mi hai messo in grossa crisi. Io l’ho sempre saputo quale personaggio biblico sono. Mi chiamo Salvatore mica per un cazzo? E poi quando mi hai taggato su quella foto con la scritta “Quali di queste tette sono vere?”. Cavolo! Anche lì è stato un momento di grande riflessione. Non ho votato perché davvero era una cosa troppo difficile.
- Cavolo Salvatore! Era la terza ragazza, l’unica con le tette vere! Non era difficile.
- Per te Michele, per te.
- Ma quindi mi hai tolto l’amicizia per questo?
- Non solo. Non solo. Anche quel tuo post “Se vuoi bene a padre Pio manda questo messaggio a tutti i tuoi amici, sennò schiatterai in tre giorni e tre minuti” e quello in cui mi invitavi a iscrivermi al gruppo “Gli amici del bunga bunga” sai, sono temi un po’ forti da tenere sulla bacheca…
- Ma scusa Salva, ma tu sei l’unico che mi dice queste cose… Allora se vedi il Feisbuc dell’assessore! Trova certe cose quello, certe barzellette e certi filmati…
- Posso immaginare Michele.
- Però sai, io quando sono a lavoro non passo molto tempo su Feisbuc…
- Michia Salva, e che cazzo fai tutto quanto il giorno? Noi al Comune siamo sempre collegati! Abbiamo fatto anche un gruppo per fare iscrivere i cittadini e parlare del paese…
- Ma se ci sono in tutto 800 abitanti e Internet ce l’hanno solo in 15!
- Sì in effetti il gruppo ha solo 8 iscritti. Mi sa che mi toccherà andare a casa degli altri 7 per farli iscrivere…
- Però dubito che supererete la soglia dei 15.
- Io ci provo.
- Ok Michele, ora devo proprio andare…
- Senti, ma quando riparti?

- Domani…

- Ok. Volevo invitarti al raduno di un gruppo: “Gli adoratori della porchetta”

- Cheppeccato! Parto prima…

- Ma se non sai neanche quando lo facciamo!

- Sì, ma io parto domani…

- Sì, ma lo facciamo stasera…

- Cavolo mi sono appena ricordato una cosa: sono vegetariano!

- Minchia mi dispiace! È grave?

- No, no…

- Ma hanno trovato una cura?

- Ma non è mica una malattia, sai…

- Mi fa piacere che l’accetti, davvero…

- Ma accetto cosa?

- La vegetarianità…

- Vabbene Michele, ora devo andare…

- Ok, ok, stammi bene, dai e cerca di non pensarci!

- Ma a cosa?

- Alla malattia! Prima o poi sono sicuro che troveranno una cura e allora vedrai che ti abbufferai di nuovo di braciole, calzoni con il salame e panini con la porchetta dalla mattina alla sera!

- Ok, ti ringrazio…

- Vabbene dai, ti rimando di nuovo l’invito su Feisbuc e ti prometto che ti taggo solo cose più leggere e meno impegnative…

- Sei troppo buono Michele…

- Figurati! Per gli amici…

- Gli amici… se non ci fossero…

Il coperchio

2010
11.29


Milano. Ore 19. Sono in metropolitana. Torno a casa e leggo il giornale sull’iPad. Ho le cuffie, ma la musica è spenta.

Mi servono per sentire meno i rumori.

Non posso fare a meno di notare due ragazzi che fissano il mio tablet. Succede spesso. Inevitabilmente questo apparecchietto magico attira l’attenzione della  gente. I due soggetti in questione hanno un vocabolario estremamente limitato e si esprimono con suoni gutturali da primate e riferimenti continui all’organo genitale maschile.
Hanno capelli da porcospino, scarpe di tela che la pioggia ha intriso di acqua e jeans calati che mostrano mutande firmate Calvin Klein  alla signora settantenne che li osserva sdegnata dal sedile di fronte.
Uno di loro sembra saperne molto di tecnologia, almeno agli occhi dell’altro che sembra non saperne proprio niente.

- Minchia che cazzo di coso che c’ha quello!
- Minchia fratello, non riconosci un aipad neanche se ne incontri uno per strada e si presenta!
- Minchia, un aichè?
- Un’aipad, capisci? A-I-P-A-D!
- Ho capito, è come l’aifon!
- Minchia zio! Coll’aifon non c’entra una sega…
- Si ma ci somiglia
- Si ma quello è più grande! E’ come un computer…
- Un computer?
- Un computer! E sai la stronzata?
- Cioè…
- Te lo vendono senza la tastiera e se la vuoi te la devi comprare a parte!
- Noooooo che stronzata! E come cazzo scrivi?
- Boh, non scrivi! Finchè non compri la tastiera non scrivi e non puoi neanche masterizzare!
- Minchia zio! Quindi quello serve per leggere e basta?
- E sì! lo vedi che quello legge solo?
- Mincha zio! Io se volevo leggere studiavo!
- Eccerto!
- Ma quindi… quel coso è come se fosse un mezzo computer… è come se ti vendessero solo il coperchio di un portatile, quello con lo schermo. E loro si tengono la parte di sotto con i tasti e il masterizzatore… e ti dicono “se vuoi il resto sborsa altro grano!”
- Proprio così fratello…
- Doppia cagata fratello…
- Puoi dirlo forte…
- E chissà quanto costa quel coperchio…
- Quello è sicuramente il coperchio più costoso del mondo…

FINE CORSA

Il fumo non cambia mai

2010
11.14

DRIIIIINNNN!!!

- Pronto?

- Ciao Salvatore, come stai? Sono Sergio, ti ricordi?

- Ciao Sergio, che piacere… hem… Sergio, Sergio…

- Ma dai, Sergio Bellalagna come non ti ricordi? Abbiamo lavorato insieme quando tu scrivevi per “Computerprofessionalvideoaudiovirusecompagniabella magazine”

- Ma certo, ora mi ricordo! Si aspetta tu ti occupavi di…

- Io ero “business marketing consultant  forever young assistant developping team leader and manager of God”

- Vero! E io ero redattore.

- Senti, cosa fai di bello adesso? So che sei sempre rimasto nel settore della comunicazione…

- Faccio un po’ di cose Sergio, ma dentro sono sempre un umile redattore…

- Sai che io in questi anni ho cambiato un po’ di lavori, sono stato in “Catastrophiks business”, poi ho avuto un ruolo importante in “Delenda est”, ho anche collaborato con “Cataclisma Edizioni” prima che chiudesse per sempre. Lo scorso anno ho fondato una società con 3 amici. “Hopeless” si chiamava. Poi uno è morto e due si sono fidanzati e se ne sono scappati in Brasile…

- Un bella vita movimentata Sergio…

- Beh sì, non mi annoio. Ascolta volevo parlarti di un progetto su cui sto collaborando con degli amici di “Easy Talking”…

- Bene dimmi tutto…

- Ecco, in pratica noi stiamo sviluppando un sistema di targhettizzazione per brandizzare contenuti da deliverare a users che il committee vuole engaggiare! In pratica noi matchiamo media embeddati e li streammiamo alle list! Figo vero?

- Fighissimo Sergio! Ma poi come le dici tu le cose. Sei un grande venditore, davvero! Come hai detto che si chiama la società per cui lavori?

- Easy Talking!

- Azzeccatissimo Sergio! Una scelta di marketing invidiabile!

- Senti Salvatore, che ne dici se ci vedessimo uno di questi giorni? Mangiamo un boccone insieme e vediamo di capire se si può lavorare insieme, come ai vecchi tempi?

- Vecchi tempi? Vuoi dire quando io scrivevo 50 pagine e guadagnavo 1000 euro e tu vedevi gente e facevi cose e ne guadagnavi 10mila?

-Esatto!

- Penso si possa fare Sergio, ma non nell’immediato… Senti che ne dici se ci vedessimo venerdi  da Cracco, però non questo. Nei prossimi 12 anni ho alcune faccende urgenti da sbrigare…

- DODICI anni, ma quindi nel 2022?

- Purtroppo prima non posso…

- OK! Senti, ma facciamo pranzo o cena?

- Facciamo pranzo dai, così saremo meno stanchi…

- Un’ultima cosa?

- Dimmi pure Sergio…

- Prenoto io o lo fai tu? So che in quel posto c’è sempre un gran casino…

- Tranquillo Sergio, in 12 anni ci sono cose che possono cambiare. Forse non le persone, ma le cose, quelle sì …

- E’ vero, non ci avevo pensato. Ok!

- Ok!

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