Lasciamo perdere tutto quello che comporta essere padre, o perlomeno cercare di essere un buon padre. È un mestiere difficile che si fonda sull’improvvisazione perché nessuno possiede le tavole della verità, checchè ne dica tutta quella marea di scienziati sempre pronta a elargire consigli banali e fuffosi su siti che però fanno milioni di visitatori. Ma questa parte lasciamola stare. Io voglio soffermarmi sul fatto di avere una figlia femmina. Su quello che vuol dire per me.

Se qualche volta da ragazzo ho immaginato di diventare padre, stranamente, nei miei pensieri  avevo sempre in braccio un maschietto. Mi vedevo mentre gli insegnavo a suonare la chitarra, gli regalavo un piccolo kit da perito elettronico e un trapano che nella vita non si sa mai.

Quando poi mi è arrivata fra le braccia una bellissima femmina, per un attimo, ma solo per un attimo, ho pensato che il trapano e il saldatore potevano andare a farsi benedire. E questo è stato il primo errore. Dove sta scritta questa cosa? Retaggi mentali inconsci e completamente sbagliati.

Francesca adora guardarmi mentre faccio qualunque cosa con un cacciavite o un trapano e presto avrà il suo kit da falegname e da elettrotecnico. E la chitarra? Ho dovuto regalargliene una giocattolo e ogni giorno l’afferra e comincia a cantare.

In quasi due anni di convivenza con la mia pupetta ho capito alcune cose:

1.     Essere padre di una femmina vuol dire capire quanto siano sveglie le bimbe quando provano a fare discorsi fra di loro mentre i maschietti si divertono prendendosi a capocciate e crollando a terra come sacchi di patate.

2.     Essere padre di una femmina ti fa capire che quegli esserini, non sono per nulla fragili come sembrano.  Sono capaci di dimenarsi e ballare per ore senza dare cenni di cedimento, ma se le porti a passeggio, basta loro fare pochi passi per volerti saltare in braccio, sorriderti e farsi portare comodamente dove vogliono.

3.     Essere padre di una femmina vuol dire innamorarsi perdutamente di un’altra senza che tua moglie sia gelosa.

4.     Essere padre di una femmina vuol dire imparare a spazzolarle i capelli senza farle male e comporre al volo codine e treccine varie scegliendo pure (con presunzione immensa) l’elastico del colore giusto.

5.     Essere padre di una femmina vuol dire fare storie prima di andare all’asilo perché la maglietta di stamattina deve essere per forza quella col gufetto (sporca e consumata) e non quella con Peppa Pig che la mamma le ha amorevolmente lavato e stirato.

6.     Essere padre di una femmina vuol dire fermarsi con lei davanti a un negozio di scarpe e spiegarle che no, non possiamo portarcele tutte a casa.

7.     Essere padre di una femmina vuol dire essere gelosi, terribilmente gelosi, e pensare che prima o poi qualcuno te la porterà via ti da’ gli incubi anche se lei ha solo due anni.

8.     Essere padre di una femmina vuol dire ricordarsi di tutte le cattiverie fatte alle bimbe da piccolo e rammentare la propria adolescenza e giovinezza con qualche rimorso di troppo sulla coscienza.

9.     Essere padre di una femmina vuol dire restare impassibili e sforzarsi di sorridere quando un bimbo le va vicino e la bacia.

10. Essere padre di una femmina è la migliore occasione che il padreterno possa dare a un uomo per avvicinarsi un po’ di più al misterioso universo delle donne (il che non vuol dire per forza comprenderlo).

Di Salvatore Viola

Scrivo per professione e scrivo per piacere, ma scrivo anche perché ho la tremenda necessità di farlo. Il mio lavoro? Faccio tante cose, ma sono prima di tutto un padre e cerco di esserlo nel migliore dei modi possibili, ovvero provandoci senza sosta.

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