Una gita alle Poste

Anche questa volta mi sono ridotto all’ultimo momento.
Ho una raccomandata importante che devo spedire entro domani e solo oggi decido di andare in Posta. Però in questi giorni di festa uno se la prende comoda e ci sta pure.
Bene, compilo la ricevuta di ritorno che un parente previdente mi ha gentilmente offerto e mi dirigo all’ufficio postale.
Dimenticavo, mi trovo in provincia di Bari, in un comune che, mi dicono, supera i 30mila abitanti e ha un solo ufficio postale.
Sono le 10. Comincio a vedere gente che fuma nervosa già all’uscita. A spintoni riesco ad entrare nell’edificio e mi accorgo che bisogna fare la fila anche solo per prendere il biglietto col numerino. Ci saranno 200 persone. Arrivo alla macchinetta con fatica ma noto che manca il bottone per le raccomandate e i pacchi. Chiedo a qualcuno come funziona.

– No, un numero vale l’altro – dice la signora con la carrozzina.
– Anche per le raccomandate?
– Delle raccomandate non so niente – risponde un vecchio col berretto marrone.

Il fatto è che la macchinetta infernale ha solo due tasti: Bancoposta e Prodotti Postali. Bancoposta so cosa vuol dire ma che cazzo significa Prodotti Postali? Qui tutto è un prodotto postale.
Non ho voglia di aspettare inutilmente così mi faccio avanti e chiedo ancora come funzionano le raccomandate da queste parti. Sperimento che è difficilissimo parlare con un gomito tra le gengive. Davanti ad ogni sportello c’è qualcuno che litiga. Pazzesco, litigano proprio tutti!

– Le raccomandate si spediscono dall’altra parte – mi dice un signore
– Come dall’altra parte?
– Esci fuori, c’è un altro ingresso di fronte. Sulla porta non c’è scritto niente, ma dentro si fanno le raccomandate.

Ringrazio commosso. Ci metto dieci minuti esatti per fare cinque metri e uscire dalla calca. Trovo la porticina e spingo. Come per miracolo appare un altro ufficietto con due sportelli e una macchinetta con un solo tasto: Pacchi e lettere. Schiaccio. Prendo il numero: ho solo dieci persone davanti. Bene. È andata meglio del previsto. Mi metto buono e aspetto.

Una signora con la pelliccia e un profumo di rose marce entra e va diretta a uno sportello che si è appena liberato.
– Devo mandare una lettera veloce, faccio subito…
– Signora ci sarebbe da prendere il numero – Un uomo sulla cinquantina cerca di argomentare, ma la cornacchia si è già fiondata allo sportello ed ha messo una busta in mano all’impiegato.

Intanto, un tipo con un grembiule unto entra agitato nell’ufficio:

– Di chi è la punto blu in mezzo alla strada davanti al fruttivendolo?
– É mia! – Risponde un muratore sulla trentina che occupa il secondo sportello.
– Sta bloccando il traffico! Ci sono tutte le macchine ferme!
– Uffa, quante storie! Mando il pacco e la sposto!
– Stanno arrivando i vigili! E io di mestiere faccio il fruttivendolo!
– Vabbene la sposto subito!

Esce fuori e torna dopo dieci minuti. Intanto lo sportello rimane fermo perché l’operatore, in attesa di registrare il pagamento, è andato a fumarsi una sigaretta.
Mi rendo conto che di questo passo non ce la farò mai. Scene simili si susseguono senza tregua.
10 stronzi col numerino e trenta che entrano e passano avanti senza il minimo ritegno. Ma finalmente arriva il mio turno.

– Dovrei spedire una raccomandata con ricevuta di ritorno…
– Purtroppo abbiamo finito le cartoline…
– No, guardi ce l’ho già compilata…
– Bene, bene, se no dovevi ritornare un’altra volta…
– Che culo!
– Come?
– Dicevo che oggi la sorte mi è oltremodo benevola…

Consegno la busta e le altre scartoffie all’impiegato. Ma vedo che mentre digita il codice di avviamento postale diventa rosso e comincia a battere forte sui tasti.

– Non mi prende il zero!
– Scusi non capisco…
– Il zero, il zero! Quello prima dell’uno. Non me lo prende!
– Ma che vuol dire?
– Lo fa spesso! Ogni tanto la tastiera si blocca e il zero non scrive! Porca di quella (biiip)
– E cambi tastiera…
– Vabbene, senti mettiamo un Cap generico…
– Ma come un Cap generico? Io devo spedire un documento importante, ho il Cap giusto e dobbiamo mettere quello generico?
– Niente da fare, il generico ce n’ha addirittura tre! Porca maiala sconsolata!
– Ma insomma di che cosa sta parlando?
– I zeri, i zeri! Il generico è 80100 e ci sono tre zeri! Ma insomma mi capisci quando parlo!
– Senta a me non interessa, io voglio spedire questa raccomandata e se LO ZERO non funziona non mi interessa! Ci metta una o!
– Essì! È arrivato il sapientone! Secondo te io non ci avevo pensato! Qui prende solo i numeri, le lettere non ci scrivono!
– Lo faccia fare al suo collega allora!
– Macché a lui non va il l’otto!
– Ma insomma, si rende conto che sto aspettando da un quarto d’ora?
– Senti facciamo così! Io ci metto il l’otto e poi scancello a mano la lineetta, ma non si può lavorare in queste condizioni, non si può, io un giorno o l’altro mi porto la tastiera da casa…

Ha proprio ragione, non si può mi dico per strada mentre è quasi mezzogiorno. Intanto penso al zero, al l’otto e alla tastiera e mi viene da sorridere…

2 comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: