Teenagers

Starò invecchiando? Può darsi. Ti accorgi che non sei più un giovincello quando osservi i teenager e li trovi veramente stupidi. Sai benissimo di esserlo stato anche tu, ma all’epoca non te ne rendevi conto, invece adesso tutto è chiarissimo, lampante.
Forse, in effetti, non serve una laurea per provare un vago senso di imbarazzo quando ti bardi dalla testa ai piedi per affrontare i 30 centimetri di neve scesa a Milano e, davanti a te, osservi due ragazzine colorate con tanto di piumino d’oca griffato, jeans stretti alla caviglia e scarpe di tela. Si, proprio così, scarpettine di tela, Converse All Star, di quelle che si usavano 20 anni fa, però d’estate. Adesso no, adesso si portano tassativamente tutto l’anno e se sono inzuppate, fradice di acqua e fango gelato sono ancora più fighe. Le ragazze mi camminano davanti all’uscita della metro di Piazza Udine. I loro zainetti Eastpack sono ricamati di ciondolini a forma di peluche e scritte fosforecenti. Leggo chiaramente “I Love Tiziano Ferro” su uno dei due e capisco che quella ragazzina sta vivendo un momento molto difficile.
Si dirigono verso i giardinetti ascoltando musica da un solo iPod, un auricolare a testa. Ma come cazzo fanno?
Vicino alle panchine semisepolte dalla neve ci sono due ragazzi. Riconoscono le due pischelle e vanno loro incontro. Mentre si avvicinano noto i brufoli sul viso che tradiscono i loro sedici anni. Sono teenager anche loro, ma non indossano scarpe di tela, loro no. Loro hanno scarponcini di gomma che proteggono bene i piedi dal freddo e bomber pesanti super imbottiti. Dieci centimetri sotto l’elastico dei giubbotti noto le cinture che tengono su, a mala pena, dei pantaloni di quattro taglie più larghi. Salutano le ragazze e proseguono insieme.
Ora sono tutti e quattro di spalle e non posso fare a meno di sorridere. Nevica. Fa un freddo cane. Le ragazze hanno i jeans inzuppati fino alla caviglia e continuano ad ascoltare l’iPod. I giovanotti passeggiano spavaldi al loro fianco con le chiappe al vento e le mutande completamente di fuori. Camminano con quella postura un po’ strana, a gambe larghe, di chi si è cagato addosso e vorrebbe evitare di sporcarsi. Forse oggi non andranno a scuola. Magari perché non funzionano i termosifoni. Forse si cercheranno un posto per stare insieme e fumare, ma non sarebbe tutto più semplice se avessero anche le pacche calde e i piedi asciutti?
Certo che a volte mi sento davvero vecchio… però poi penso a chi ascolta Tiziano Ferro e allora sono proprio contento di esserlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *