Il punto della situazione

– Ragazzo, va bene le metafore e compagnia bella. Ma qui la verità è una sola: sei morto!
– Ma come sono morto, ieri sera quando sono andato a letto ero vivo, stavo benissimo…
– Sembrerà strano, ma tutti quelli che muoiono prima erano vivi.
– Si ma io…
– Ragazzo ascolta, non è mia abitudine discutere, io non sono il tuo amministratore delegato e tu non stai contrattando un aumento di stipendio. Tu sei qui solo perché il tuo tempo è finito.
– Ma io non posso morire.
– È qui che ti sbagli ragazzo, tu puoi morire eccome. Qui se c’è uno che non può morire, sono Io. Ma siccome Io sono il Salvatore, posso fare quello che cavolo mi pare e piace. Posso anche, ma solo se mi va, offrirti una seconda possibilità. Però devi convincermi…
– Cosa devo fare per convincerLa?
– Rispondi alle mie domande. Ma non mentire. Inutile dirti che me ne accorgerei…
– Non ci pensavo minimamente. Le giuro su…
– Cominciamo bene. Non giurare ragazzo!
– Mi scusi, non volevo…
– Ok, ti perdono. Adesso ascoltami. Se stamattina tu ti fossi alzato come tutte le mattine. Cosa avresti fatto?
– Stamattina? Beh, mi sarei fatto una doccia, la barba, mi sarei vestito e sarei corso in ufficio. Sa, ho una serie di scadenze e sono in ritardissimo.
– Descrivimi tutto, senza omettere nulla.
– Beh, avrei preso la macchina e mi sarei tuffato in tangenziale. Avrei imprecato appena scoperto che c’era coda. Poi sarei entrato in città…
– E poi?
– Poi avrei imprecato ad ogni semaforo. Avrei cercato parcheggio e una volta in ufficio avrei preso il caffè con i colleghi parlando male di quelli che non ci sono ancora…
– Continua.
– Mi sarei tuffato subito nella bolgia delle telefonate e avrei guardato l’orologio ogni dieci minuti per controllare quanto tempo manca alla pausa pranzo.
– Ottimo! La pausa pranzo… cosa fai di solito durante l’ora di pausa pranzo?
– Vado a mangiare con i colleghi. Parliamo di calcio, di computer. Di come Drupal sia meglio di Joomla, di come mi ha risposto al telefono una segretaria stupida, di quanto sia difficile tirare avanti al giorno d’oggi…
– Ma tu sei, anzi. Tu ERI malato?
– No, assolutamente.
– Avevi qualche deformazione fisica?
– No, nessuna.
– Problemi in famiglia?
– Fortunatamente no.
– Ma la tua vita ti piaceva?
– Come?
– Rispondi!
– Si mi piaceva. È vero mi lamentavo spesso. Non ero mai contento e spesso mi sentivo solo…
– Cosa ti metteva di buon umore?
– Avere un aumento di stipendio. Ricevere un complimento dal mio capo. Comprarmi un telefono nuovo. Essere simpatico alle ragazze.
– Cosa avresti fatto stasera dopo il lavoro?
– Sarei andato a casa di amici a mangiare una pizza e passare la serata organizzando un torneo con l’Xbox…
– E poi?
– Beh, a fine serata sarei tornato a casa e mi sarei messo a guardare Facebook, avrei scritto due stronz… hem due cavolate. Avrei letto la posta, mandato delle email.
– Sai domani cosa cambierà nel mondo se tu non ci sarai?
– Poco.
– Nulla! Ci sarà solo una scrivania vuota e i tuoi colleghi si spartiranno il tuo temperamatite, la tua graffettatrice e il tuo rotolo dello scotch. Metteranno “povero” davanti al tuo nome tutte le volte che ti nomineranno. E dopo un po’ non ti nomineranno neanche più…
– Tutto questo è molto triste.
– Sai cosa è veramente triste, ragazzo?
– Cosa?
– Per quasi quarant’anni ti ho regalato splendide giornate di sole. E tu neanche te ne sei accorto…

5 commenti


  1. //

    Minchia, quanta verità!


  2. //

    uh, mi ricorda qualcosa… solo che, ed è assurdo, a volte per qualcuno che ha lasciato la scrivania si mormora un “beato lui…” :DDD


  3. //

    Beh, però il “beato lui…” dipende decisamente da dove si trova durante l'”assenza” 😉


  4. //

    Parole sagge…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *