Il pelandrone

– Ciao Carmela, che piacere rivederti.
– Il piacere è mio Salvatore. Ti trovo bene…
– Grazie. E tu, come stai? (Domanda retorica. Lei non la trovo per niente bene. È invecchiata. Tanto. Il lavoro nei campi fa invecchiare prima. A 40 anni alcune persone ne dimostrano 60. È un vero peccato.)
– Io sto abbastanza bene – mi dice senza convinzione – ma qui non succede mai niente. È sempre la solita vita: casa, lavoro, figli…
– A proposito di figli. Come sta Davide? (Noto nel suo sguardo una smorfia di sofferenza)
– Sta bene. Diciamo così…
– Come mai quel tono? È successo qualcosa?
– No, il guaio è che non è successo niente.
– Ma ha finito gli studi?
– Si, si. Si è diplomato da ragioniere quattro anni fa.
– Bene! E adesso cosa fa?
– Nulla! Sta a casa…
– Come, sta a casa?
– Proprio così. Sta a casa. Io mi alzo alle quattro di mattina per andare a lavorare in campagna e lui si sveglia alle due di pomeriggio. A volte anche alle tre, quando io ritorno…
– Ma come mai?
– Sai… qui di lavoro non se ne trova. Ha fatto delle domande. Gli hanno promesso dei posti. Il maresciallo lo ha fatto anche parlare con un suo collega, stiamo cercando di farlo entrare nell’arma…
– Ma nel frattempo?
– Niente. Nel frattempo dorme fino a tardi. Poi la sera esce con gli amici. Ma qui per i giovani non c’è nulla. Fanno avanti e indietro con le moto…
– Si è comprato la moto?
– Gliel’abbiamo regalata per il diploma.
– Scusa Carmela. Ma la moto come la mantiene?
– Giovanni gli mette di nascosto i soldi nel portafogli, così quando è con gli amici non si sente da meno.
– Ma perché non lo portate con voi in campagna? Potrebbe darvi una mano…
– Ma Salvatore. Cosa dici? Lui è ragioniere! Lo abbiamo fatto studiare apposta per fargli cambiare vita e adesso lo portiamo a lavorare in campagna! In campagna la vita è dura e lui non è abituato…

Per un attimo cerco di raccogliere i pensieri e ordinarli in maniera logica. Ma non ci riesco. Non ci riesco proprio. Penso alla voglia di riscatto sociale che per alcuni genitori si trasforma in “ricatto” sociale e penso a giovani braccia che non riescono ad afferrare la vita e aspettano dormendo un posto che non arriverà mai…

– Perché non cerca qualcosa da qualche altra parte? Qui ci sono mille abitanti e 50 sono ragionieri…
– Ma io sono sua madre. Non gli posso mica dire di andarsene via di casa…
– Ma lui cosa dice?
– Adesso gli abbiamo comprato anche il computer e gli abbiamo messo internét. Dice che così riuscirà a trovare qualcosa. La notte quando torna sta sempre lì davanti. Io non ci capisco niente di quelle cose. Speriamo che non gli faccia male…
– Sai Carmela, io non penso che internét gli faccia male…
– Salvatore, ma tu lo potresti aiutare a trovare qualcosa? Magari anche un bel posto da bidello, in una scuola. Se tu lo aiuti io da te ce lo mando…
– Io non posso aiutarlo Carmela. Io non potrei sopportare l’idea che un ragioniere come lui si riducesse a fare il bidello…

Mentre vado via, ripenso alle tante Carmela che si spaccano la schiena in campagna, ai tanti Giovanni che mettono di nascosto i soldi nel portafogli dei figli e ai tanti Davide che dormono fino alle due e condannano a morte certa una terra disperata che non riesce a mettersi in piedi…

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