correre non serve a niente

Correre non serve a niente

Che tu sia un dipendente o un autonomo, che tu sia uno che vende o uno che compra, ogni mattina ti alzi e corri. Corri per una scadenza, corri per fare prima, corri per anticipare quello dovresti fare domani, corri senza motivo e così sembra che tu non abbia mai tempo per nulla. Invece il tempo ce l’hai, ma lo divora la tua fretta.

Questa smania di correre te la porti dentro anche una domenica pomeriggio. Hai mille cose che ti frullano per la testa e alle 15 sai che devi portare la tua bimba in biblioteca perché c’è uno spettacolo per gnomi e a lei piacerà sicuramente. La mamma l’ha vestita e lavata. Lei si è svegliata prima del solito dal suo riposino pomeridiano e tu finisci due cose al computer e guardi l’orologio. Sono le 14 e 55, ma fortunatamente la vostra meta è vicino casa. Prendi la piccola e la metti nel passeggino. Lei comincia a scalciare.

“No voio gino”! Dice. “Pieti!”.

Con il passeggino faresti molto prima, ma la piccola non vuole saperne. Ha deciso che ormai è grande e può camminare come tutti gli altri. Sai che ci metterete molto più tempo per arrivare in biblioteca e probabilmente non troverete posto, ma non hai le forze per convincerla.

“Ok, a piedi, ma dobbiamo andare veloci”!

Lei corre davanti all’ascensore, si fionda dentro appena arriva e in pochi secondi siete per strada.

Le prendi la mano e camminate. Assumi automaticamente un’andatura sostenuta, ma lei rallenta, oppone resistenza, poi impunta i piedi e si ferma. Le spieghi che siete in ritardo e lo spettacolo inizia. Rischiate di non trovare posto. Mentre parli, lei ha la testa rivolta verso l’alto. Ti dice: “Papà, sole! Arda”!

In quel momento capisci quello che avresti dovuto sapere da sempre.

È un pomeriggio bellissimo di sole. Una bimba di due anni esce a fare una passeggiata con il suo papà e non gliene frega niente di correre, di entrare a vedere lo spettacolo, di restare in piedi o seduta. Forse per lei questo è uno dei momenti più belli della sua vita. Vuole semplicemente camminare piano, guardando il cielo, le nuvole e il sole tenendoti la mano. Lei non ha nessuna smania di correre. Quella ce l’hai solo tu e per questo provi un senso di disagio e persino un po’ di vergogna. La prendi in braccio e la stringi forte.

Così iniziate a camminare piano e salutate gli aerei che passano. Vi fermate vicino a una bancarella che vende coriandoli e ne comprate un sacchetto. Lei comincia a lanciarli in aria e ride come una matta. Davanti alla biblioteca ci arrivate alle 15:30. Un posto si trova sempre. Lei si gode lo spettacolo seduta per terra in mezzo agli altri bimbi e si gira di tanto in tanto per vedere se anche tu ridi.
E tu ridi. Certo che ridi. Come uno scemo. Ridi senza fretta…

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